- Dopo i 60 anni la lesione del sovraspinato è frequente, e spesso non dà alcun dolore.
- La spalla può funzionare bene se i muscoli che la tengono centrata sono forti.
- Per le lesioni legate all'età, il primo passo raccomandato è l'esercizio, non l'intervento.
"Il tendine del sovraspinato è lesionato." Leggerlo su un referto spaventa. Eppure molte persone vivono con questa lesione senza saperlo, e la loro spalla si muove senza dolore.
Capire perché succede cambia il modo di guardare il problema: non conta solo cosa si vede all'ecografia o alla risonanza, ma come lavorano i muscoli che tengono insieme la spalla.
Cos'è il sovraspinato
Il sovraspinato è uno dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori, il gruppo di muscoli che avvolge la testa dell'omero e la tiene centrata nella sua sede mentre muovi il braccio. Parte dalla scapola, passa sotto la parte ossea più alta della spalla (l'acromion) e si inserisce sull'omero con un tendine.
Proprio per questa posizione "stretta" e per il lavoro continuo che fa, il suo tendine è quello che più spesso si usura con gli anni. Nella maggior parte delle persone sopra i 50–60 anni la lesione non nasce da un trauma, ma da un lento processo di degenerazione.
Una lesione che spesso non dà sintomi
Uno studio tedesco ha controllato con l'ecografia le spalle di 411 volontari che non avevano alcun dolore. Il risultato:
Questo significa due cose. La prima: una lesione del sovraspinato non è automaticamente la causa del dolore. La seconda, la buona notizia: la spalla può muoversi e funzionare bene anche quando il tendine è lesionato, purché gli altri muscoli facciano bene il loro lavoro.
Il braccio è "appeso": per questo la forza conta
A differenza della colonna, delle anche o delle ginocchia, che lavorano soprattutto sotto carico e in compressione, il braccio è letteralmente appeso al tronco. La spalla è l'articolazione più mobile del corpo proprio perché l'osso poggia appena sulla sua sede: a tenerlo in posizione sono soprattutto i muscoli.
Quando alzi il braccio, il deltoide tende a spingere la testa dell'omero verso l'alto, contro l'acromion. Per evitarlo servono muscoli che la tengano giù e centrata, i cosiddetti depressori della testa dell'omero. In uno studio di biomeccanica i più efficaci sono risultati il gran dorsale e il grande rotondo, seguiti da infraspinato e sottoscapolare. Il sovraspinato, invece, è quello che contribuisce meno.
A questi si aggiungono il gran pettorale, che lavora insieme al gran dorsale quando abbassi e avvicini il braccio al corpo, e il gran dentato (serrato anteriore), che tiene la scapola aderente al torace e la fa ruotare nel modo giusto quando alzi il braccio. Una scapola che si muove male è stata associata in molti studi ai problemi della cuffia dei rotatori.
Spalla e cervicale: due parti dello stesso sistema
La spalla non è un pezzo di ricambio da guardare da solo. Alcuni muscoli, come il trapezio superiore e l'elevatore della scapola, collegano direttamente le vertebre del collo alla scapola: quando la spalla lavora male, il carico si scarica anche lì. Non a caso dolore alla spalla e dolore al collo si presentano spesso insieme.
In uno studio spagnolo su 60 persone con dolore alla spalla, in circa la metà dei casi una parte del dolore arrivava dalla cervicale. Per questo, nella valutazione, guardiamo sempre anche il collo e la postura delle spalle.
Una spalla portata in avanti o troppo abbassata cambia il modo in cui lavorano questi muscoli e può contribuire a sovraccaricare la zona cervicale. Ma attenzione: la postura da sola raramente è "la" causa del dolore, e molte persone con una postura non perfetta stanno benissimo. Conta come la spalla si muove e quanta forza ha, non solo come appare da ferma. Se il problema principale è il collo, trovi il percorso dedicato nella Clinica della Colonna.
Le abitudini di tutti i giorni
Portare i sacchi della spesa, sollevare un bambino, lavorare a lungo con le braccia alzate: sono gesti normali, che la spalla è fatta per sostenere. Quello che vediamo spesso in studio è che il problema non è il gesto in sé, ma farlo a lungo e ripetutamente senza che i muscoli giusti lavorino: spalle che "cadono" in avanti, scapole lasciate andare, il peso tutto sul collo.
Nel tempo questi piccoli sovraccarichi si sommano. Imparare a portare un peso con la spalla attiva, cioè scapola stabile e braccio sostenuto dai muscoli, è parte del lavoro che facciamo nella fase di esercizio.
Esercizio o intervento chirurgico?
Per le lesioni non traumatiche, quelle legate all'età, la ricerca è piuttosto chiara:
- Uno studio finlandese su persone sopra i 55 anni con lesione del sovraspinato ha confrontato fisioterapia e intervento: a un anno l'intervento non ha dato risultati migliori del trattamento conservativo, che gli autori indicano come prima scelta.
- Nello studio americano MOON, su 452 persone con lesione completa e non traumatica della cuffia, circa 3 su 4 sono state gestite con il solo programma di esercizi, senza bisogno di operarsi, e il risultato si è mantenuto negli anni.
L'intervento resta una scelta importante in alcuni casi, ed è il medico ortopedico a valutarla. Ma per la maggior parte delle lesioni degenerative il primo passo raccomandato è un percorso di esercizio ben fatto.
Il percorso: prima il dolore, poi la forza
1. Ridurre il dolore. Con il dolore acceso è difficile muoversi e allenarsi. Nella fase acuta usiamo la terapia manuale e la fotobiomodulazione con laser a luce fredda: una revisione degli studi ha mostrato che il laser, alle dosi corrette, può dare un sollievo clinicamente rilevante nelle tendinopatie di spalla, da solo o insieme agli esercizi.
2. Ricostruire la forza. Appena il dolore lo permette si passa all'esercizio terapeutico: depressori dell'omero, rotatori esterni, gran pettorale e gran dentato, con un lavoro progressivo e uno a uno. Le revisioni degli studi indicano l'esercizio come trattamento di prima scelta per il dolore di spalla legato alla cuffia dei rotatori.
3. Tornare ai gesti di tutti i giorni. L'obiettivo finale è che la spalla regga da sola i carichi della tua vita: lavoro, sport, spesa, nipoti. E un lavoro di questo tipo spesso fa bene anche alla cervicale e alla postura in generale.
Come lavoriamo noi
Nella Clinica della Spalla il percorso parte sempre dalla valutazione: ascoltiamo la tua storia, guardiamo gli esami che hai e facciamo test clinici e di movimento per capire da dove nasce il dolore, compreso il ruolo della cervicale. Poi impostiamo le fasi giuste per te.
Se vuoi un primo orientamento prima di venire in studio, puoi fare il test Spalla Libera: 12 domande, meno di 3 minuti.
- Tempelhof S., Rupp S., Seil R. Age-related prevalence of rotator cuff tears in asymptomatic shoulders. Journal of Shoulder and Elbow Surgery, 1999. Fonte
- Halder A.M. et al. Dynamic contributions to superior shoulder stability. Journal of Orthopaedic Research, 2001. Fonte
- Ludewig P.M., Reynolds J.F. The association of scapular kinematics and glenohumeral joint pathologies. JOSPT, 2009. Fonte
- Roldán-Ruiz A. et al. The prevalence of cervical contribution in patients reporting shoulder pain. An observational study. Musculoskeletal Science and Practice, 2024. Fonte
- Kukkonen J. et al. Treatment of non-traumatic rotator cuff tears: a randomised controlled trial with one-year clinical results. The Bone & Joint Journal, 2014. Fonte
- Kuhn J.E. et al. Effectiveness of physical therapy in treating atraumatic full-thickness rotator cuff tears: a multicenter prospective cohort study (MOON). Journal of Shoulder and Elbow Surgery, 2013. Fonte
- Haslerud S. et al. The efficacy of low-level laser therapy for shoulder tendinopathy: a systematic review and meta-analysis. Physiotherapy Research International, 2015. Fonte
- Steuri R. et al. Effectiveness of conservative interventions including exercise, manual therapy and medical management in adults with shoulder impingement: a systematic review and meta-analysis of RCTs. British Journal of Sports Medicine, 2017. Fonte
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione individuale.

