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Perché il mal di schiena torna?

Il dolore passa, poi dopo qualche mese eccolo di nuovo. Succede a molte più persone di quanto si pensi. Ecco cosa dice la ricerca e cosa si può fare.

A cura di Alessandro Bacci, Osteopata D.O.Novembre 20264 minuti di lettura
In breve
  • Il mal di schiena torna in circa 7 persone su 10 entro un anno: è la regola, non l'eccezione.
  • Il riposo a letto non aiuta. Muoversi, camminare e fare esercizio riducono le ricadute.
  • Il percorso non finisce quando il dolore passa: la fase più importante per non ricadere è quella dopo.

Se il mal di schiena ti è già tornato più volte, non sei un caso raro. È la regola più che l'eccezione.

Il mal di schiena è il disturbo che, nel mondo, causa più disabilità in assoluto: secondo l'ultimo grande studio globale, nel 2020 ne soffrivano circa 619 milioni di persone, e il numero è destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione. E per molti non è un episodio unico.

Un gruppo di ricercatori australiani ha seguito per un anno 250 persone appena guarite da un episodio di mal di schiena. Il risultato è stato chiaro:

69%ha avuto una ricaduta entro 12 mesi. Per 4 persone su 10 il dolore è stato tale da limitare le attività di tutti i giorni. La ricaduta è arrivata in media dopo circa 4 mesi e mezzo.

Perché succede

Quando il dolore se ne va, non sempre se ne vanno anche le condizioni che lo hanno favorito. Ore seduti, poco movimento, una schiena che si muove con prudenza per paura di farsi male, sonno e stress: sono fattori che restano lì, anche quando la schiena non fa più male.

In altre parole: il sintomo è passato, ma il problema non è stato capito fino in fondo. Il sintomo non è il problema. Il problema è ignorarlo.

C'è poi un aspetto che sottovalutiamo spesso: la paura del movimento. Dopo un episodio forte viene naturale proteggere la schiena, piegarsi con cautela, evitare certi gesti. Ma una schiena tenuta "in gabbia" diventa più rigida e meno allenata, e quindi più fragile alla prima occasione.

Riposare o muoversi?

Per anni il consiglio è stato "stai a letto finché non passa". Oggi sappiamo che non è così. Una revisione Cochrane, il riferimento internazionale per le prove scientifiche in medicina, ha confrontato il riposo a letto con il consiglio di restare attivi: chi continua a muoversi, nei limiti del dolore, ha un po' meno dolore e recupera meglio le attività quotidiane.

La schiena si protegge muovendola nel modo giusto, non tenendola ferma.

Cosa aiuta davvero a prevenire le ricadute

Una grande revisione degli studi sulla prevenzione, pubblicata su JAMA Internal Medicine, ha confrontato le strategie più usate per evitare nuovi episodi:

  • Esercizio fisico insieme all'educazione (capire come funziona la schiena e come gestirla): riduce il rischio di un nuovo episodio nel primo anno di circa il 45%.
  • Esercizio da solo: aiuta nel breve periodo, con una riduzione del rischio di circa un terzo.
  • Solo informazioni, senza esercizio, busti e cinture lombari, plantari: nessun effetto dimostrato sulla prevenzione.

E c'è una novità semplice e concreta. Nel 2024 la rivista The Lancet ha pubblicato lo studio WalkBack: 701 persone appena guarite da un episodio di mal di schiena, metà delle quali ha seguito un programma di camminata progressivo insieme ad alcuni incontri di educazione con un professionista.

208giorni in media senza ricadute nel gruppo che camminava, contro 112 nel gruppo di controllo: quasi il doppio.

Camminare è gratuito, si può fare ovunque e non richiede attrezzatura. Per molte persone è il primo, vero esercizio per la schiena. Se vuoi qualche movimento da aggiungere, trovi 3 esercizi semplici per una colonna più mobile.

E se sulla risonanza c'è un'ernia?

Molte persone con mal di schiena ricorrente hanno un referto con protrusioni o ernie, e pensano che sia quella la ragione delle ricadute. Non è sempre così: queste immagini si trovano spesso anche in chi non ha dolore, e molte ernie si riducono da sole nel tempo. Ne parliamo nell'articolo Ernia del disco: può riassorbirsi da sola?

Come lavoriamo noi

Per questo il nostro percorso nella Clinica della Colonna non finisce quando il dolore cala. Dopo la valutazione e la fase di riduzione del dolore c'è la terza fase, il ritorno al movimento: ginnastica posturale individuale ed esercizio terapeutico, uno a uno, per darti gli strumenti per gestire la tua schiena nel tempo.

Rivolgiti subito al medico se il mal di schiena è accompagnato da febbre, perdita di peso senza motivo, perdita di forza alle gambe, difficoltà a urinare o perdita di sensibilità nella zona genitale, o se è comparso dopo un trauma importante.
Fonti scientifiche
  1. da Silva T. et al. Recurrence of low back pain is common: a prospective inception cohort study. Journal of Physiotherapy, 2019. Fonte
  2. Steffens D. et al. Prevention of low back pain: a systematic review and meta-analysis. JAMA Internal Medicine, 2016. Fonte
  3. Pocovi N.C. et al. Effectiveness and cost-effectiveness of an individualised, progressive walking and education intervention for the prevention of low back pain recurrence (WalkBack). The Lancet, 2024. Fonte
  4. Dahm K.T. et al. Advice to rest in bed versus advice to stay active for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2010. Fonte
  5. GBD 2021 Low Back Pain Collaborators (Ferreira M.L. et al.). Global, regional, and national burden of low back pain, 1990–2020, and projections to 2050. The Lancet Rheumatology, 2023. Fonte

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione individuale.

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